Il Wi-Fi è pericoloso per la nostra salute?

Il Wi-Fi è pericoloso per la nostra salute?

wifi salute

Wi-fi e salute, qual’è la verità?

Da tempo, ormai, la rete Wireless è entrata nella nostra quotidianità, possiamo collegarci a internet senza fili ovunque (o quasi), conosciamo la sua utilità a casa e nel lavoro, insieme ad essa però sono cresciuti i dubbi, come è già accaduto per le radiazioni dei telefoni cellulari, ed è lecito chiedersi su qualcosa che non vediamo né tocchiamo: Può essere dannosa per la nostra salute? Usufruirne in casa 24 ore su 24 ha degli effetti collaterali sui nostri bambini?
Qui cercherò di dar alcuni spunti di riflessione per imparare a conoscere il Wi-Fi e chissà, magari insieme riusciremo a dare risposte chiare e semplici, senza perderci in troppi tecnicismi.

Per iniziare bisogna distinguere le radiazioni in ionizzanti e non ionizzanti. Le prime, ad es. i raggi ultravioletti e le radiazioni nucleari, sono pericolose dopo una lunga esposizione ed oltre a generare calore cambiano la composizione del nostro corpo e modificano il DNA delle cellule causando il cancro. Le seconde sono quelle utilizzate dalle reti Wi-Fi, le radiazioni non ionizzanti quando colpiscono gli oggetti non ne cambiano la composizione e l’energia viene convertita in calore; per intenderci sono le stesse onde del forno a microonde (difatti, dato che utilizzano la stessa frequenza,  per migliorare la ricezione della rete wireless, router e antenne devono essere lontani da forni a microonde perché possono creare interferenze).
Il rischio per la nostra salute è dato dalla frequenza e dall’intensità delle onde elettromagnetiche, e per quanto riguarda la frequenza dei router si va dai 2,4 ai 5Ghz (inferiore 500.000 volte alla frequenza minima delle radiazioni ionizzanti che è di 1.000.000Ghz). Inoltre le onde non ionizzanti divengono pericolose se l’intensità è elevata, il Wi-Fi ha una potenza che va al di sotto di 1 watt e si riduce man mano che ci si allontana dalla sorgente e viene indebolito dalla presenza di muri e pareti, quindi per pura prudenza si potrebbe evitare di tenere il portatile sulle ginocchia o posizionare il router ad un metro di distanza o più.
Si può tranquillamente escludere un reale pericolo, o, quantomeno, inferiore a quello di tante altre cose di cui converrebbe preoccuparsi di più: i cellulari, ad esempio, utilizzano onde non ionizzanti ma hanno una potenza più elevata, è stato calcolato da uno studio che un anno di esposizione continua al Wi-Fi corrisponde a una telefonata al cellulare di 20 minuti.

La questione è stata dibattuta nelle scorse settimane da un comune del mantovano, dove i genitori hanno chiesto di eliminare il wireless nelle scuole e l’esperto di elettrosmog e docente al Politecnico di Milano, Antonio Capone, ha cercato di tranquillizzare (per onor del vero senza risultati) sulla sicurezza del Wi-Fi: ” Per il Wi-Fi nelle scuole non ci sono pericoli di emissioni nocive. Il collegamento con relativa trasmissione dati è pari a 0,25 watt. Un quarto di quanto emette un normale televisore. Gli studi sui campi elettromagnetici da reti Wi-Fi hanno evidenziato solo un leggero riscaldamento. Ciò che ci capita quando ci esponiamo al sole. Niente di più.”

Sul web appaiono articoli che scongiurano ogni pericolo come questo del Guardian e altri in cui le posizioni son più drastiche come questo, li segnalo non certo per confondervi ma semplicemente per dirvi che il wireless non risulta essere certo la tecnologia più pericolosa, di rischioso ci sono anche i raggi del sole, sappiamo che occorre proteggersi dai raggi UV (radiazioni ionizzanti) ma questo non ci impedisce di uscire da casa, essere accorti non vuol dire demonizzare..ma per chi volesse eccedere in zelo può sempre scegliere le soluzioni cablate.

One Comment

  • ALBERTO says:

    27 maggio 2014 at 19:52

    Complimenti, mi piace il tuo sito e le varie notizie che hai messo… Come ti ho già detto su facebook, se avrò bisogno ti contatterò (spero il più tardi possibile, per me!!! ).
    Soprattutto le bnotizie che hai messo.
    BRAVO…
    Saluti.
    A. Ruggeri

Commenta l'articolo

Send this to a friend